29 dicembre, 2009

La donna che visse due volte

A volte penso a quelle donne che mantengono lo stesso peso per tutta la vita. Che noia.
Vedersi sempre uguali allo specchio, non scoprire mai la sorpresa di una curva o un osso mai sentiti prima, o dimenticati da tempo. Non aver mai provato l'ebbrezza della conquista nella semplice prova di un abito aderente, e mai meraviglia nel vedere che esso segue una linea asciutta; d'altro canto, non esser neanche mai stimolate dalla mutevolezza di forme e volumi a rinnovare lo stile del proprio guardaroba, sperimentando creativamente inediti accostamenti.
Beh, secondo me qualcosa si perdono.

Etichette: , ,

24 dicembre, 2009

La voglia matta


Risentendo questo pezzo ho scoperto di avere una voglia matta di tornare a ballare. Ho scoperto anche che qualche amica ha lo stesso problema, per cui dovremo organizzarci per rimediare.

Ora, a parte chi non ama ballare, mi piacerebbe sapere se voi riuscite a trovare dei posti carini per farlo, con gente non troppo tirata e musica decente. Le situazioni migliori per me restano, comunque, le feste. Non tutte riescono allo stesso modo, ma di solito appena arrivi ti accorgi subito se l'energia è quella giusta. Le migliori le ricordo in case pericolanti di campagna, in una ex-falegnameria, in un centro sociale occupato. La peggiore in una villa affittata all'uopo.

E voi? Ricordate qualche situazione particolarmente divertente? Villa di lusso, centro sociale o festa sull'aia?

Nel frattempo buoni pacchetti, pranzetti, libagioni, panettoni.

Etichette: ,

17 novembre, 2009

Balocchi

I profumi sono delle etichette infallibili che richiamano alla mente periodi precisi della vita. Tra i miei storici ci sono gli adolescenziali Magie Noire e Anais-Anais, poi il caldo Samsara e il fresco Chanel n.19, e recentemente il maschile di XS di Paco Rabanne, un paio di Hermès e il magico Infusion d'Iris.
Poi ci sono i classici intramontabili come quello della foto, che non passano mai di moda, che li riscopri dopo anni e ti piacciono allo stesso modo, quelli di cui il profumo non ti basta e facendo finta di potertelo permettere ti compri anche il gel da bagno e la crema per il corpo - e meno male che il talco non c'è, e ora non venitemi a dire che c'è per favore, ditemi invece se avete voglia quali sono i vostri preferiti.

Etichette: ,

07 settembre, 2009

Fisica della sovversione

"Il corpo con la sua consapevolezza gioiosa e insieme dolorosa, la sessualità, le implicazioni della dimensione fisica dell'esistenza, temi in bilico tra il piano intimo e quello politico del vivere, hanno trovato spesso, in Italia, come unica risposta culturale la rimozione, l'imbarazzo, o uno snobistico disinteresse. L'imbarazzo del corpo, questo non saper bene cosa fare del proprio corpo. non è solo un retaggio cattolico ma anche di certa sinistra, di quella sinistra astratta e troppo intellettuale e spesso irrisolta, sul piano fisico, quanto un ragazzino dell'oratorio. (...)
In un simile imbarazzato vuoto, le nuove destre non hanno faticato a impadronirsi del corpo, dell'immaginario che sta intorno a esso e del suo universo simbolico. Lo hanno fatto nel loro modo distorto, sciovinista, grottesco. Eppure lo hanno fatto. Da una parte, imponendo il modello di un corpo esibito nei suoi aspetti più narcisistici e mercificabili: fuori e dentro la televisione un'orda di corpi lucidi, patinati, anonimi, ridotti a pura prestazione anatomica, interscambiabili tra loro proprio come i protagonisti di un reality show. Dall'altra parte, imponendo un nuovo codice corporeo in politica: ecco che il corpo del politico populista si fa rampante, bassamente allusivo, colmo di una volgarità inaudita eppure, ahinoi, vivo."
Così Marco Mancassola sul Manifesto (l'articolo integrale qui).
Anche Lorella Zanardo dal suo "Il corpo delle donne" auspica una (ri)scoperta del corpo nelle sue potenzialità rivoluzionarie.
Io la mia l'ho detta più volte, ad esempio qui.
E voi cosa dite? Non è il caso di trovarlo, un modello da opporre al corpo della destra?
E magari proporlo nelle scuole al posto di una presunta "educazione fisica" che spesso, nel premiare la pura prestazione (almeno un po' di anni fa era così) non fa che accentuare la separazione della persona dal corpo.

Etichette: , , ,